Sunday, 30 September 2018

film recenti, diciamo usciti dal 2016 in poi n.3

Due settimane dalla prima visione di CMBYN, e ancora mi risuona nella testa. Ma ho scoperto che non sono sola. C'è addirittura un libro che raccoglie le opinioni di gente che è stata toccata da quel film. Quindi la follia è generalizzata e mi sento meno matta. Per consolarmi, mi sto cercando di guardare la filmografia di Timothee Chalamet che, beh, lasciamolo dire a  Jennifer Lawrence.

Hot summer nights (2017)
A parte TimmyT il film è un po' una cagata in termini di trama, ma piacevole da guardare per la regia, il montaggio e, se si vuole, il twist finale. La storia si svolge nell'arco di un'estate in una località balneare vicino Boston, dove Daniel (TC) decide di iniziare a vendere maria. Direi che il messaggio è che la droga fa male. Il cast è composto da tutta una serie di giovani attori emergenti ed è piacevole vederli recitare adesso, prima che inizino a fare film a alto badget e allora la loro recitazione sarà secondaria alle scenografie e effetti speciale. Sarà che ho passato gli ultimi anni a guardare blockbusters e non n'ho più, ma il cinema indie è al top della mia classifica attuale, come dimostreranno tutte le pellicole del 2016 che ho scelto.


Miss Stevens (2016)
Carinoooo. Una prof di inglese porta tre ragazzi a una competizione di recitazione, e, nell'arco di un weekend, i ruoli si mescolano e ognuno si apre e si capisce un po' di più. Delicato ed elegante, tocca temi profondi come la solitudine, gli irrisolti e la tristezza. E l'importanza di avere qualcuno che si cura di noi. Un altro pezzo di recitazione magistrale di Timothee Chalamet, mi sa l'ultimo per adesso, finchè almeno non trovo il coraggio di andare a vedere "Beautiful Boy". È su Netflix. È corto. Guardatelo.


Paris can wait (2017)
Due tipi, un francese e la moglie di un suo collega, viaggiano in macchina da Cannes verso Parigi, fermandosi ogni due minuti a godersi la strada, il cibo costoso e gli alberghi di lusso. Insomma una tortura. Romantica descrizione del clichè dell'Americana frettolosa e il Francese che si sa godere la vita, manda forte e chiaro il messaggio che quello che importa non è la destinazione ma la strada fatta per arrivarci. Solo che il messaggio lo sappiano già tutti (il casino è attuarlo) e il film è palloso dopo la prima mezz'ora.



Hidden Figures (2017)
"there is no protocol for women attending" "there is no protocol for man circirculating the Earth either, sir"
La storia di tre donne afroamericane alla NASA: Katherine Johnson (Taraji P. Henson), Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) and Mary Jackson (Janelle Monáe) che lavorano dietro le quinte per i calcoli necessari al lancio dell'astronauta John Glenn (Glen Powell) in orbita. Meraviglioso. Un'altra pellicola a cui ho pensato per giorni, questa volta non sul piano personale, ma su quello, che mi è altrettanto caro, dei diritti umani e delle donne, del diritto all'uguaglianza e riconoscimento del lavoro svolto. E, come valore aggiunto, la NASA è sempre la NASA ed è a mezz'ora da casa mia. Ci vado in bici, a volte.

Se il cinema è uno specchio dei tempi, e i tempi sono quelli che sappiamo, gongoliamoci nella speranza che questa generazione di leader se ne vada alla svelta e lasci spazio all'audience di questi film.

Wednesday, 26 September 2018

film recenti, diciamo usciti dal 2016 in poi n.2

Faro' del mio meglio per ottimizzare e sfruttero' questa mia assolutamente deprimente pausa pranzo davanti al PC, fra una grant e un paper. Colonna sonora di Call me by your name in cuffia. Una addiction e' un'addiction.

The Ottoman Lieutenant (2017)
Vedi ieri per cast contente attori di GoT. Qui abbiamo Michiel Huisman (Daario Naharis). Ampiamente criticato da tipo tutti (18% su Rotten Tomatoes) per by-passare un tema delicato come il genocidio armeno con una storiella d'amore, a me il film di per se non ha fatto del tutto schifo. È appunto una storiella d'amore ambientata durante la prima guerra mondiale. È un limite mio, non riesco a incazzarmi con un film per inaccuratezze storiche, anche se mi rendo conto che non fare menzione del genocidio armeno per mano del governo ottomano non sia da mettere sullo stesso piano di qualche dettaglio sbagliato nello show dei Medici. Insomma se non avete di meglio da fare e siete al quinto film su un volo per l'Australia e avete visto tutto il resto, che vi dico... la fotografia non e' male.



Battle of the sexes (2017)
Figo.
Io, ignorante come un ciuco, non sapevo manco chi fosse Billie Jean King (Emma Stone), ed a questo serve appunto il cinema: a colmare vuoti di ignoranza. Per chi e' ignorante come me, Billie Jean King era una tennista professionista, che ha vinto un sacco di roba e che, nel 1973, a 29 anni, vince la cosidetta battaglia dei sessi, dove si scontro', battendolo, con Bobby Riggs (Steve Carell), qui a Houston! Il film e' la storia di quella memorabile partita, combattuta principalmente per contrastare il sessismo, sia verbale che quantifiabile in gap di salario, presente allora (e ancora, viste le ultime scene miserrime con/su Serena Williams) profondamente nel tennis. BJK e' anche gay, e pare sia stata una delle prime atlete di fama mondiale a fare coming-out. Un altro film, quindi, che tocca temi LGBT e, attualissimi, di diritti delle donne, uguaglianza fra sessi, razze e orientamenti sessuali. The time is up, people! Se non sei un maschio bianco etero, e' il tuo momento per incazzarti e far sentire la tua voce. Se sei un maschio bianco etero e' invece il tuo momento di a) stazzitto, b) sostenere chi ti urla accanto.


Three billboards outside Ebbing, Missouri (2017)
Acclamato dalla critica, e' la storia di una madre che, per spronare la polizia locale a far luce sull'omicidio della figlia, appende tre cartelloni appena fuori dalla citta' di Ebbing, in Missouri, incitando il capo della polizia a muovere il culo e indagare. I tre cartelloni scatenano tutta una serie di reazioni, piu' o meno legittime, della popolazione locale, di cui il film fornisce un ritratto crudo, violento e realistico. Bah. Mi e' forse sfuggito il messaggio, ma a parte dipingenre il MidWest a tinte fosche, tanto da far passare la voglia di uscire dal Texas, non mi ha detto granche'.


Ferdinand (2017)
E' un cartone su un toro a cui piacciono i fiori e non vuole fare la corrida. A Fabio e' piaciuto parecchio. (Ok penso che il messaggio sia che l'abito non fa il monaco).



E con questo si conclude il 2017 (almeno che non mi venga in mente qualcos'altro).
Per farla breve: guardare assolutamente Call me by your name, Lady Bird e Battle of the Sexes.
Il resto puo' aspettare Netflix.



Tuesday, 25 September 2018

film recenti, diciamo usciti dal 2016 in poi n.1

"Call me by your name" meritava un post a parte perchè è schizzato definitivamente in vetta alla mia classifica personale di film-che-creano-dipendenza (non mi succedeva di entrare in loop così tanto dall'ultima puntata di GoT).

Tutto il resto puo' essere raggruppato in una serie di post che dividerei nel seguente modo
4 film a post con relativi trailer (prego!)

- film recenti, diciamo usciti dal 2016 in poi
- film per i quali sono arrivata dopo i fohi ma menomale m'è girata di guardare
- supereroi

Allora cominciamo al 2017-2018 - Superoi esclusi

Lady Bird (2017)
Iniziamo con squilli di trombe e rulli di tamburi questa sfilza di film visti dalla Fede. Lady Bird, che ha fatto il record su Rotten Tomatoes con il 100% per non so bene quante settimane di fila, è in effetti una bella produzione. Soirse Ronan, come al solito, fa da sola il film - o meglio il film è un elogio alla sua bravura. La storia racconta le vicende di una ragazza di Sacramento, CA, all'ultimo anno delle superiori, che semplicemente vive gli alti e bassi dell'ultimo anno delle superiori, in una scuola cattolica di una cittadina ai piedi della grande città (San Francisco). Le scene si susseguono fra litigi con la madre, scelta del college, fidanzati, gioie e dolori. Far finta di essere quello che non si è. Sentirsi in trappola perchè si crede che la vita sia altrove, e accorgersi 2 min in ritardo che invece casa era casa. No, non mi ci ritrovo, se a qualcuno interessa. Per me la vita era davvero altrove, non a Pistoia.



Love, Simon! (2018)
È chiaramente il grande momento dei film LGBT - e menomale che lo è. Mi pare di aver fatto presente di guardare assolutamente Call me by your name - per la cronaca, non mi esce di mente. Moonlight, che non ho ancora visto, ha pure vinto Oscar. Come ha detto Guadagnino in una intervista, almeno un pezzo di mondo colto è pronto all'uguaglia e il cinema si muove con esso. Non so se qualcuno si ricorda lo scandalo che creò Brokeback Mountain nel 2005. Niente di tutto questo sta succendo adesso, e, scusate, ma questo mi rende un minimo di fiducia nell'umanità, persa alla fine del tre elezioni del 2016.
Love, Simon! è una commedia, con recitazione e regia da commedia, ma tocca temi seri e assai attuali come il cyberbullismo, il coming-out alla scuola superiore e la voglia legittima di uscire allo scoperto e vivere una grande storia d'amore. Imperdibile? No. Piacevole? Assai!


King Arthur: Legend of a sword (2017)
Da quando Game of Thrones è Game of Thrones, qualunque produzione britannica che voglia avere almeno una possibilità di pareggiare al botteghino, mette nel cast almeno un paio di attori di GoT, così la gente come me magari guarda il film. Qui abbiamo Littlefinger e Rose Bolton. Perchè, diciamocelo, nessuno sentiva il bisogno dell'ennesima produzione su re Artù. Detto questo, il film fa del suo meglio per settare un tono diverso da qualunque storia di Camelot vista in precedenza, con dialoghi veloci e quasi in rima, scene confuse e accattivanti che non ti lasciano il tempo di riprendere fiato, mostri improbabili e merlino donna. Ma il risultato finale è meh. Ma guardatelo, se siete in crisi da GoT, perchè abbiamo battaglie a gogò, accenti alla Winterfell e musiche celtiche. Un fix vale l'altro.



The space between us (2017)
L'idea del ragazzino nato su Marte, cresciuto da scienziati, supergenio, che trova la ragazza sulla Terra e prende un razzo per andare a incontrarla era pure figa. Il film di per se non è tremendo, ma, come Passengers, scade un po' troppo alla svelta in una romcom iperspaziale, estremamente prevedibile e un attimo mielosa. Sull'aereo OK, ma non vale la pena di spenderci un soldo.


E con questo si conclude il primo blocco di 4. A domani. E guardate Call me by your name. Alla TV più grande che avete, non come me, scema, che l'ho guardato sull'iPhone.


Saturday, 22 September 2018

Call me by your name

Ho cominciato al ritorno da Firenze. Non sentivo nulla. Ho smesso e guardato altro.
A ritorno da Seattle non c'era di meglio. Ho ricominciato.

I am so glad I did.



"Call me by your name" di Luca Guadagnino è un capolavoro, e non sono più così tanto di bocca bona con i film come un tempo. È uno di quei film che che ti toccano tutte le corde, quelle del cuore, quelle della pancia e, per una cresciuta in Italia negli anni 80, quelle insidiose della memoria.
Di un tempo che fu, che è durato poco e che speravo passasse in fretta. Di una casa molto simile in campagna (Toscana e non Lombarda, ma poco conta), delle giornate lente di estate, tutte uguali eppure così piene di odori, sapori, sensazioni. Magari era la fine degli anni 80 e non l'inizio, magari c'era qualche differenza di orientamento sessuale.
Il film è un capolavoro sotto ogni singolo aspetto: la scenografia, la fotografia, la recitazione, la trascrizione del libro (Oscar vinto per l'appunto), la colonna sonora, la cura dei particolari. Elio che legge Diabolik (noi leggevamo Topolino e Tex), la 126 verde (babbo aveva la Uno blu), le bici pesanti, l'uovo a colazione, il succo di pesca, la frutta strappata dall'albero. I cartelloni del partito socialista, Bettino Craxi al governo e Grillo che lo sfotte (un vero tocco di classe - il film è del 2017). I libri vecchi, che cadono a pezzi, letti nelle ore calde del giono su materassi polverosi. La sera al bar. La festa di paese, con quello che ti piace che bacia un'altra. Il flirtare sfrenato. Il non avere assolutamente nulla da fare a parte innamorarsi. L'essere spesso più innamorati dell'amore che di qualcuno per davvero. Il diario. E poi innamorarsi per davvero di uno e avere un treno che te lo porta via.
In anni diversi, a età diverse, penso di aver provato tutto lo spettro di quelle sensazioni, e le ho riprovate tutte attraverso gli occhi di Elio, interpretato magistralmente di Timothée Chalamet. E a 44 anni appena compiuti, madre di due bambini piccoli e un lavoro a tempo pieno, son è sempre bene perdersi nei ricordi, perchè poi uno vorrebbe avere il tempo di stare zitto e isolarsi dal mondo, riguardare il film un milione di volte con le cuffe alle orecchie, e cercare di ricordare. E non sempre ha questo lusso.



"Call me by your name and I'll call you by mine" è la stata la frase di chiusura del matrimonio di due miei cari amici. Niente era più appropriato, ma il loro matrimonio merita un post a parte. Quando avrò tempo.

Wednesday, 13 September 2017

Il post-GoT e i vari fix

18 mesi all'inizio della stagione finale. 18 mesi non passano mai. E uno ha le proprie addiction da placare.
E, dopo un po', anche i montaggi su YouTube di Jon e Daenarys, i commentari di previsioni della stagione 8 e la pubblicita' di Dolce&Gabbana vengono a noia.
Allora uno si trova delle serie-metadone e se le spara per gola nel binge watch di ultima generazione.

Io mi sono sparata a tempo record: Defenders e Medici: Masters of Florence.

DEFENDERS
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Un porcaietto che si colloca fra quel porcaio assoluto che era Iron First e quella cosa tutto sommato decisamente guardabile, seppur troppo imbevuta di black power, che era Luke Cage. Si parte con il rimettersi in pari sulla situazione dei 4 dell'oca selvaggia: Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Danny Rand (aka Iron First), che poi si incontrano, si scrutano, si conoscono e combattono insieme per sconfiggere il BigBad che e' la Hand. Forse proprio nella Hand sta il problema: Daredevil S2 aveva introdotto l'organizzazione in maniera vaga, tanto per creare suspence e mistero. Il cuore della narrazione sulla Hand sarebbe dovuto spettare a Iron First, che pero' era un troiaio completo, e non solo a causa di Finn Jones, ma anche perche' lo script faceva cacare. Fatto sta che sulla Hand non si e' capito un cazzo, se non che sono cattivoni-ninja che hanno in mano tutte le cattivere di New York (e del mondo intero), a partire dallo spaccio di droga in su. Poi si lascia intendere che hanno trovato il modo di sconfiggere la morte (con una pozione contenuta nelle ossa di drago - ?! - e le illeciti donazioni di sangue di ragazzini ospedalizzati) e che hanno riportato in vita Elektra, per fare che, esattamente non si e' capito. Pero' per farla resuscitare hanno finito la pozione e ora gliene serve dell'altra, che forse e' dietro a una porta, che forse puo' aprire solo l'Iron First, che quindi devono sequestrare? vi suona una cagata? beh lo e'. Poi vabbe', il Daredevil di Cox resta uno dei migliori supereroi Marvel sullo schermo al momento e Jessica Jones ha carattere, anche se senza una controparte alla sua altezza, come era Kilgrave, restano solo i calcioni e il sarcasmo. Comunque te lo spari volentieri, Defenders, una puntata dopo l'altra, magari mentre cucini o leggi la posta.

MEDICI - MASTERS OF FLORENCE
Image result for mediciGame of Thrones di noiattri. Il fix perfetto. PERFETTO.
a) perche' c'e' Richard Madden, ex-Robb Stark, adesso Cosimo de' Medici detto Cosimo il Vecchio.
b) perche' gli intrighi di corte in versione fiorentina sono quanto di meglio che una fiorentina di adozione espatriata possa desiderare.
c) perche' Robb Stark ha imparato il gioco dei troni e non si fa infinocchiare piu', soprattuto da Walder Frey, che per sorte o no, e' di nuovo il suo futuro suocero, nei panni di Alessandro de' Bardi - ovvio che penso che non sia stato affatto casuale, quel cast.
d) perche' ci sono donne rinascimentali coi controcazzi, fiorentine dentro, che giocano al gioco dei troni con una grazia che Cersei spiccia a loro tutte casa. Mi riferisco a Contessina de' Medici, nee de' Bardi, ovviamente, ma non solo. Anche Lucrezia Tornabuoni fa il suo, cosi' come tutte le moglie di questi signori della Repubblica di Firenze, che senza una donna coi controcazzi a casa a mandare avanti la baracca sarebbe stati allo sbaraglio chissa' dove.
e) perche' c'e' Donatello che fa il Davide e Brunelleschi che fa la cupola, Richard Madden coi capelli lunghi che gioca al calcio storico, Andrea de' Pazzi che fa Littlefinger e Firenze che fa da teatro. E mi frega cazzo delle - tante - inaccuratezze storiche.
f) perche' m'e' presa una grandissima nostalgia di casa e mi chiedo perche' devo essere negli USA sotto l'uragano, mentre Richard Madden si aggira per le strade di casa mia e Kit Harington per le strade di Napoli. Poi ripenso che vivevamo tutti e tre contemporaneamente a Londra e sulla Tube non ci siamo mai incontrati quindi, forse, non e' destino. Maledizione.

Tuesday, 29 August 2017

GoT S7Ep7 - The Dragon and the Wolf

81 Min di cuore in gola, di nodi che vengono al pettine, di relazioni (incestuose) che finisco e altre che iniziano. Ma sopratutto, 81 min di reunions, che poi sono state per me la parte meglio dell'episodio. Un episodio dal passo veloce, troppo veloce di sicuro per qualche plot, ma che invece lascia ampio soddisfacente spazio al gioco dei troni, sopratutto quello bagnato di vino, che dopo tanto fantasy, ammettiamolo, ci mancava.



King's Landing. Inquadrature mozzafiato di eserciti e cavalli, della capitale, della flotta. Ci si prepara per il grande meeting. A Cersei verrà presentata evidenza inconfutabile dell'esercito dei morti e chiesto un armistizio. Nel mentre quasi tutti i nostri personaggi preferiti sono insieme nell'arena: amici, ex-amici, amici ritrovati, novelli nemici e vecchi antagonisti. Bronn e Pod, Bronn e Tyrion ("you can suck his magic cock later"), Pod e Tyrion ("A pleasant surprise in an unpleasant situation"), Hound e Brienne che infoma Hound che Arya è viva e vegeta anche se leggermente psyco ("the only one that needs protecting is the one that gets in her way" "it won't be me"), Claganebowl ("you know what's coming for you, you've always known"), Brienne e Jaime ("fuck loyalty"). Il Dragonpit e' un vero colosseo in Spagna, ovviamente magnifico. La scena è appositamente spoglia di particolari, minimalista nei dettagli, perfetta per lasciare spazio alla presenza ingombrande di tutti questi personaggi, al gioco di sguardi, alla tensione data dai vecchi odi e rancori che devono lasciare spazio alle nuove necessità. Le regine si incontrano ("We've been here for sometimes" "My apologies"), Tyrion e Jon spiegano il per come e per quando a una unimpressed Cersei ("they are about to became one million more soldiers in the Army of the Dead" "I imagine for most of them it would be an improvement"), si giocano la carta wight, tutti si cacano sotto, Jon spiega scienticamente come liberarsene. Qyborn non si capacita di quanto possa imparare sulla morte da questo oggetto meraviglioso che gli si agita davanti - ricordiamoci che era stato bandito dalla Citadel per sperimentare sui vivi al fine di impare la morte, invece che il contrario, e cioè sperimentare sui morti per imparare a curare i vivi. Euron dichiara di tornarsene all'Iron Island (i wight non sanno nuotare), ma non manca di ammiccare a Dany che, se anche lei se ne torna a Dragonstone, magari restano gli unici due al mondo con il compito di ricreare il genere umano. Cersei acconsente all'armistizio qualora Jon dichiari neutralità nella successiva guerra per il trono, Jon fa la solita figura del coglione, Cersei se ne va con nulla di concluso ("The deads will come North first. Enjoy dealing with them"). Tre puntate e un drago dopo siamo al punto di partenza. Sennonchè Tyrion va a parlare con la sorella regalandoci una scena di quelle dei vecchi tempi. Tyrion è l'unico, in tutta Westeros, che riesce a far perdere le staffe a Cersei. Sono due o tre stagioni, cioè da quando Tyrion ha lasciato KL, che Cersei non fa che sventolare calici di vino, sputare sentenze e ammazzare con nonochalance nemici giocando a chill-out queen ("I don't care about making the world a better place, hung the world"). Con Tyrion non ce la fa, il gioco si fa duro, anche se lei ne ha imparato bene le regole ultimamente. Prima hanno un cuore a cuore su Tywin, durante il quale Cersei, perse del tutto le staffe, ammette che dopo la morte di Tywin tutto è adato a puttane per i Lannisters. Considerando che lei è salita al potere in seguito alla sopra citata morte, non si sta facendo un gran complimento. Poi ammicca alla gravidanza, Tyrion magari sfrutta la gravidanza per convicerla a accettare armistizio, Cersei magari sfrutta la gravidanza per raggirare Tyrion. O magari si appattano off-screen su qualche WTF affare che ci verrà presentato l'anno prossimo. Comunque sia, Cersei se ne torna indietro al Dragonpit - interrompendo un altro momento romantico di J+D -, e acconsente a lottare a fianco del Nord, cosa che puzza di trappola peggio di un mercato di pesce, ma che al momento viene applaudita come cosa gradita. Quello che non mi spiego è perchè esattamente ci sia bisogno di convincere Cersei all'armistizio. Anche se dovesse continuare nella conquista di Westeros mentre il nord è impegnato nella Great War, è davvero un problema? Non ci si può pensare DOPO che si è sconfitto il Night King. Ora, se tutta questa manfrina è stata progettata per reclutare alleati è una questione diversa, ma non era quello lo scopo iniziale. Era solo quello di negoziare un armistizio, che non mi pareva la principale priorità. È anche vero che, se questo incontro non ci fosse mai stato, e Dany avesse lottato a nord con tutta la sua armata, le perdite subite le avrebbero reso complicato l'affrontare i Lannisters in un secondo momento. Ma ci avrebbe guadaganto le casate del Nord. Boh, so un tubo io di strategie di guerra. Io sono per la pace universale.
Dopo un po', il buon Jaime cerca di chiamare a raccolta l'esercito, quando Cersei scopre le carte e spiega all'incredulo gemello che era tutta una messinscena, che lei non ha alcuna intenzione nè di tenere fede all'armistizio nè tantomeno di lottare al fianco di Jon e Dany e che ha, in verità, spedito Euron a raccattare la Golden Company. Jaime è senza parole, e questa è la goccia che fa traboccare il vaso della loro relazione, con due stagioni di ritardo rispetto al libro. Jaime ora è uomo di onore e intende mantenere la promessa data, così cavalca verso nord da solo, a porgere non so bene quale aiuto con una mano sola, all'armata dei vivi. Redenzione completa. Ora lo voglio vedere insieme a Brienne e sono appagata. Nel mentre lascia KL, cade il primo fiocco di neve, winter has come a sud, e l'arco si chiude con una serie di meravigliose inquadrature della capitale che silenziosamente si ricopre di neve.
Dragonstone: il gruppazzo decide l'itinerario del viaggio, Jon vuole navigare nord con Dany - shall we have #boatsex? - Jorah dice che no Dany dovrebbe volare a nord - please no #boatsex - dany acconsente a navigare nord - yes, #boatsex please, sono in astinenza da una stagione intera. Povero Jorah. Poi Jon inspira Theon a fare la cosa giusta e Theon corre a salvare Yara. In tutta la scena, abbastanza toccante, che sa di onore e di meritata redenzione, Jon butta li una frase potenzialmente interessante "you don't need to choose, you are a Greyjoy and a Stark". Il ragazzo sembra OK con la doppia nazionalità.
Winterfell: Un altro creepy tet-a-tet fra Sansa e Littlefinger in cui Sansa discute la decisione di Jon di inchinarsi a Dany e le turbe psichiche di Arya. Dopo qualche scena, Sansa chiama a raccolta tutti i suoi bannerman e i cavalieri del Vale in quella che sembra un processo a Arya e che invece si rivela essere un processo a Littlefinger, che viene alla fine condannato a morte per omicidio e tradimento. Questa ammetto è l'unica parte dell'episodio che mi ha lasciato amaro in bocca. Capisco la necessità del WTF moment, del twist e della morte illustre, ma avrei gradito che ci avessero mostrato un minimo di più delle trame dei fratelli alle spalle di LF. Il processo è lampo. Accusa, niente difesa, sentenza e esecuzione. Il pubblico non batte ciglio, Yohn Royce non si stupisce manco: erano tutti al corrente di tutto meno che LF? Quanto è plausibile da 1 a 10 questo scenario? Il maestro assoluto degli intrighi che si fa fottere così? E poi, un esempio sublime di giustizia sommaria, alla Cersei proprio: a LF non viene nemmeno data la possibilità di un processo giusto che viene sgozzato, senza evidenze di colpa, a parte la parola di Bran, che vabbè che è magico, ma a questo punto viene elevato a livelli di onnipotenza lievemente fastidiosi. Mi sarei aspettata qualcosa di meglio per Lord Baelish, che è stato, per almeno 5 stagioni, uno dei migliori personaggi dello show.
Un paio di scene dopo, Sam arriva a Winterfell e scambia intel con Bran sulle vere origini di Jon Snow, che è confermato figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark, e, per di più, figlio legittimo e, come tale, vero erede all'iron throne. Il tutto ci viene rivelato tramite Bran che agisce da voce narrante mentre...
Boat: ...Jon e Dany, dopo varie puntate di occhi languidi, consumano la loro relazione (#boatsex). Il montaggio è perfetto ("He loved her and she loved him") anche se avrei preferito una scena di amore più lunga, soprattutto con un po' più di preambolo. Invece dopo 7 episodi che si smania, ci regalano solo una bussata alla porta e un paio di occhiate. Vabbe che prima al Drangopit avevano avuto tutto il tempo di flirtare dell'altro e di toccare anche l'argomento erede e la non affidabità di una fattucchiera di Essos per diagnosi ginecologiche, ma insomma boh. Altri hanno invece apprezzato che la scena si sia svolta in silenzio, guidata solo da Bran come voce narrante: Jon e Dany hanno avuto mesi e mesi per chicchierare in effetti. Ora c'è solo da agire, dentro e fuori la camera da letto. Sono ovviamente inconsapevoli che la loro relazione è un po' incestuosa (ma nemmeno più di tanto, e per altro cosa del tutto accettabile per i Targaryen), ma sopratutto che sarà ben presto messa duramente alla prova: dovrà affrontare i dettagli burocratici del claim al trono. Ora, Jon non sembra interessato a regnare, mentre Dany lo ha come unico scopo di vita, ma il popolo di Essos, medioevalmente maschilista, secondo voi chi predilige? Sono curiosissima di vedere come questa faccenda si sbriga. L'incertezza della questione si legge chiara negli occhi di Tyrion, che forse fa la parte del guardone un po', ma che sembra seriamente preoccupato perchè crede, a ragione, che questa relazione porti a innumerevoli problemi. No, non credo sia innamorato di Danaerys, sì, spero che non abbia tramato alle spalle di Danaerys con Cersei. Non so quanto sappia delle reali origini di Jon, magari più del dovuto, e questo gli mette pensiero. O forse è solo un modo dello show di mostrarci che questa relazione sarà un casino. Il che è un peccato perchè loro due sono perfetti, come sembrano essersi resi conto: Dany era innamorata anche di Drogo e Jon di Ygritte, ma fra Jon e Dany c'è affinità intellettuale, oltre che evidente attrazione fisica.
Eastwatch-by-sea: Zombie-Viserion butta giù il Wall. Kaboom. Questo ha perfettamente senso: il Wall è stato lì migliaia di anni, fra ghiaccio e magia, per tenere lontani Wildlings e Others. Perchè proprio ora doveva venire giù? Perchè proprio ora erano rinati i draghi e il Night King, evidentemente, ha orchestrato il modo di chiamare un drago a nord del muro e lo ha reso un'arma di distruzione di massa. Ora scenderanno a Nord insieme all'inverno, o portandolo. Per chi è in dubbio, non credo che Tormund e Beric siano morti, almeno non ancora.

Che dire. L'unico difetto dell'episodio, ripeto, è stato il plot di Winterfell, l'unico difetto della stagione, il passo troppo veloce (e tre puntate meno).
Il titolo dell'episodio è ambiguo: Jon e Dany o doppia nazionalità di Jon?
Poi tutte le critiche sulla timeline, la velocità degli spostamenti, la mancanza di morti e strupri e la prevedibilità, secondo me lasciano il tempo che trova. Volevate tre puntate in più di cavalcate e cameo di Ed Sheeran? Non vi bastano che siano morti House Martell e le sand Snakes, Lady Olenna, Littlefinger, infiniti abitanti delle Iron Island e wildlings e Uncle Benjen (avete avuto anche il morto Stark stagionale)? In quanto agli stupri, non era questo uno degli argomenti fonte delle critiche più acute? E per la prevedibilità presunta: a parte la Great War, avete idea di cosa succede nella prossima stagione?
In ogni caso, non esiste saga che, avendo creato aspettative stellari, non deluda un po' nel finale, semplicemente perchè un finale è un finale e che sia lieto fine, catastrofe o cliffhunger, qualcuno ha sempre da ridire. Ed il motivo vero è che non si vuole che il finale esista, e cioè che la saga finisca. Ma questa è psicologia da quattro soldi e non mi dilungo oltre.
Passate bene il prossimo anno di astinenza. Ah, magari esce Winds of Winter, eh...

Tuesday, 22 August 2017

GoT S7 Ep6 - Beyond the wall

Questo rischia di essere il recap più corto della storia di Parole in Libertà, perchè non c'è praticamente nulla da ricapitolare. La puntata si svolge quasi completamente a nord, eccetto per un paio di scene a Dragonstone.



Ma togliamoci subito il pensiero e parliamo di
Winterfell: Arya ha trovato l'altra settimana la lettera incriminata e medita si farne buon uso faceless assassin-style. Inizia una manfrina di 10 min su come lei da piccola tirava d'arco nonostante fosse contro le regole, ma siccome babbo-Ned una volta applaudì, lei capì che non era lei sbagliata, ma le regole. Anche io lo sostengo sempre in relazione ai torrents. Poi accusa Sansa di essere responsabile delle disgrazie della sua famiglia tutta e rompe con il fatto che a Sansa piacciono i vestiti fighi e il potere. Sansa per tutta risposta si rivolge a Littlefinger che butta li che Brienne è un impiccio qualora Sansa volesse liberarsi di Arya. Sansa prontamente manda Brienne al meeting di KL della settimana prossima, poi cerca di recuperare la lettera dalla camera di Arya e trova invece la borsetta con le facce. Qui scopre che Arya è un faceless assassin e che anche potrebbe fargli la pelle. The end. Commenti e opinioni dopo.

Dragonstone: conversazione fra Dany e Tyrion che suona più o meno così: "secondo te a Jon gli garbo?" "si, ma parlando di cose serie a) non fare cazzate settimana prossima a KL e b) inizia a pensare alla successione visto che non puoi avere figli". Per chi è confuso Dany non può avere figli per la maledizione di Mirri Maz Duur, a seguito dell tentativo fallimentare di salvare la vita a Drogo e la perdita del loro figlio. MMD verrà successivamente arrostita nel rogo funebre di Drogo, da cui Dany risorgerà dalle fiamme munita di tre piccoli draghetti.

Beyond the wall: assistiamo per una buona decina di minuti all'intera gamma cromatica di conversazioni maschili che, in tutta onesta, girano intorno a una paio di concetti: la figa e chi ce l'ha più lungo, il tutto condito da prese per il culo, battute, bevute. Manca solo la gara di rutti. Poi incontriamo un orso zombizzato, che serve al duplice scopo di mostrarci che anche gli animali possono diventare wights e a ferire a morte Thoros, unica perdita di rilievo della puntata. Poi i 7 dell'oca selvaggia vedono un gruppetto di wights guidato da un white walker, che prontamente attaccano. Jon disintegra il WW con longclaw e immediatamente tutti i wights si polverizzano tipo i vampiri di Buffy. Tutto eccetto uno - how convenient - che viene insalamato con l'intento di essere portato a Cersei a prova inconfutabile che un esercito di zombie sta attaccando il mondo dei vivi. Ma, guarda caso, dietro al gruppetto c'era il gruppone di un milione di zombie che rincorrono il gruppetto di uomini eroici, che si rifugiano in vetta a un sasso riparati da un laghetto, il cui ghiaccio cede sotto il perso dell'army of the dead. E li stanno per una notte o poco più a giudicare dal tempo Beyond the wall, o un paio di mesi, a giudicare da tutto il resto, il tutto senza acqua, cibo, riscaldamento, ma solo la fischetta di Thoros. Thoros, infatti, muore congelato, mentre gli altri tutto sommato stanno benino. Nel mentre, Gendry torna a corsa a Eastwatch, un raven viene mandato a Dragonstone, Dany prende i draghi e vola oltre il muro, dove, intanto,  uno zombie, più vispo del previsto, si accorge che può coprire la distanza irrisoria che lo separa dai nemici. L'esercito attacca la compagnia dell'anello, che lotta con eroismo e, quando tutto sembra perduto, guarda caso, arriva Dany che salva tutti, monta tutti eccetto Jon in groppa a Drogon e sta per prendere il volo quando vede il Night King ammazzare Viserion con una lancia magica di ghiaccio. Sotto shock, prende la via di Eastwatch lasciando Jon Snow affogare in un laghetto ghiacciato. Rhaegal si era preventivamente levato di culo, vedendo la mala parata.
Alzi la mano chi ha pensato che invece Rhaegal andasse a ripescare Jon. Io si e sarebbe stato più epico e sensato di come è andata: Jon riappare, non assiderato, ha un milione di walking dead che lo attaccano, ma ecco che dal nulla spunta Coldhand che gli salva il culo montandolo in groppa al suo cavallo e rispedendolo al Wall.

Barca in mezzo al mare sulla via di Dragonstone: Dany assiste Jon che pian piano si riprende dall'assideramento, in lutto per Viserion, sotto shock, ma che tutto sommato si rifà gli occhi con il fisicaccio del bastard of Winterfell. Non manca di notare la ferita all'altezza del cuore. Jon si sveglia, e, insomma, qui davvero non si può più emozionalmente sopportare tutto questo traccheggio. È troppo per me, io del resto sono quella che ha sempre parteggiato per Ted e Robin, Hannah e Adam, Buffy e Angel ed ora Jon e Dany a tutta birra, fregacazzo se sono zia e nipote. Che sarà mai.

Allora, questo show da medioeval drama con un po' di carattere fantasy, si è trasformato in un fantasy a tutti gli effetti dove le trame di corte, la crudezza delle azioni e l'onore di re e cavalieri ha lasciato il posto a draghi e zombi ed ora, draghi-zombie. È anche vero che la storia sta per finire, son morti quasi tutti e ora ci si deve per forza concentrare sulla questione del Night King. La timeline è completamente sminchiata, lo capisco anche io, e anche loro, ma la scelta è fra rendere la timeline realistica e rallentare il racconto, o mantenere il momentum dell'azione. E oh, io sono stata con il cuore in gola 80 min, con il fiato sospeso nonostante sapessi che i draghi avrebbero salvato baracca e burattini, senza respirare quando Jon è stato trascinato giù nel ghiaccio e con la lacrimuccia quando Viserion è stato trafitto. Questo effetto me lo produce solo uno show coi controcazzi - mentre guardo Arrow, per dire, faccio altre tre cose insieme tanto sono emozionalmente investita. Poi è vero che è l'ennesima volta che Jon viene salvato in extremis, la terza in maniera simile da una battaglia che pareva perduta (Stannis durante lo sconto con Mace, esercito del Vale durante la battaglia dei bastardi e adesso). Poi è vero che il Night King poteva mirare a Drogon che aveva davanti, o Drogon arrostire il Night King e finire li la faccenda. Ma magari ci sono cose che non sappiamo. Magari la magia del Night King è tale che non è così facile arrostirlo. Dany non sapeva chi fosse, o dove fosse, inoltre, e la sua era una pura missione di soccorso. O forse il Night King aveva pianificato tutto perfettamente e l'assedio dei 7 serviva solo a attirare i draghi di qua dal muro. Sappiamo così poco del Night King, che non me la sento di sminuire tutto come una minchiata. Lo show sa, per la maggior parte, quello che fa, ed io ho fiducia che molti nodi verranno al pettine, da qui alla fine.
Sarebbe stato meglio se Jon fosse stato salvato da Rhaegal? Probabilmente, ma forse tutti noi preferiremo godersi la sua prima cavalcata di drago in un altro contesto. Avrebbero potuto sviluppare di più il momento in cui Jon incontra Uncle Benjen? probabilmente. Un minuto in più di catching-up sarebbe stato carino, ma abbiamo avuto già le spiegazioni su CH quando si era incontrato con Bran. Adesso, espletata la funzione di deus ex machina, è tempo di uscire di scena. Ricordiamoci che CH è morto e tenuto in vita dalla magia dei Children. Ne avrà anche le palle piene di vagare in quel purgatorio di neve, visto che non può attraversare il Wall. O almeno, non potrebbe se Bran non avesse - forse - rotto l'incantesimo. Ma lui non lo sa. E poi sì, poteva montare sul cavallo, ma avrebbe rallentato la corsa verso il Wall, rallentamento che sarebbe stato letale per Jon. E poi anche Leo di Caprio poteva montare sulla zattera nel Titanic, eppure il film l'avete acclamato tutti come un capolavoro.
Il plot di Winterfell, anche se lascia il tempo che trova, serve a riportare lo show con i piedi per terra, ai buon vecchi intrighi di corte e follie omicide. Cosa starà tramando LF? Non mi pare che si sia molto da capire: vuole poter controllare Sansa e possibilmente trombarsela. E Arya? C'è o ci fa? Ho già dato troppo credito a Arya in passato, pensando che fosse protagonista di twist incredibili e sottotrame strafighe e sono sempre rimasta delusa. Ma le regalo ancora una volta il beneficio del dubbio: sta fingendo e vuole testare la lealtà di Sansa. O forse vuole mettere a nudo la slealtà di LF, ben consapevole che LF sta osservando le sue mosse. Ha già abbondantemente dato prova in passato di come sia una brava attrice.  O forse c'è e basta, e allora speriamo venga fatta fuori senza pietà, visto che i puristi lamentano che ormai non muore più nessuno di rilevante in questo show sbiancato. Come se, dall'inizio della stagione, mezza flotta Greyjoy non fosse stata spazzata via, le Sand Snakes tutte quante fatte fuori in maniera trucolenta, Ellaria incatenata in una prigione a guardare sua figlia marcire, Olenna  avvelenata, la stirpe dei Tyrell estinta e i Tarly arrostiti.
Dany e Jon: fan-service? Ma siiiii eddai per una volta. Ci avete ammazzato Robb Stark, ci avete ammazzato Igritte, ci avete fatto sopportare una stagione e mezzo di torture di Ramsay Snow, e dateci una gioia. Ma forse, qui sta la nuova tortura, ci lascerete a bocca asciutta con lo stramaledettissimo vorrei ma non posso: Jon scopre di essere un Targaryen e allora, per onore, si tira indietro. Speriamo di no, perchè spacco a martellate lo schermo del computer. A chi s'è lamentato che non c'era bisogno che Jon si inginocchiasse perchè Dany aveva già dato la sua parola ecc, sticazzi quella ha sacrificato un drago per aiutarlo. È il minimo segno di rispetto che ci si aspetta da uno con un minimo di senso dell'onore. E poi "my queen" è un bellissimo vezzeggiativo per una moglie: nessuno l'ha letto così? Solo io eh?
Ci sono stati anche vari riferimenti ai figli: Jorah che dice a Jon si passare Longclaw a suo figlio, Dany che ripete che i draghi sono i suoi figli, Tyrion che si preoccupa della successione e di chi porterà avanti il sogno di Dany di introdurre a Westeros la democrazia. Dany sarà incinta, prima della fine della stagione? No, secondo la profezia di MMD:"When will he [Drogo] be as he was?" Dany demanded. "When the sun rises in the west and sets in the east," said Mirri Maz Duur, "When the seas go dry and the mountains blow in the wind like leaves. When your womb quickens again, and you bear a living child. Then he will return, and not before." Ma qualcuno pensa che Drogo sia tornato a lei in forma di Drogon, e che quindi lei, a sua insaputa, sia perfettamente in grado di avere figli.

Questa stagione è tutta basata sul portare personaggi che amiamo, odiamo, rispettiamo o no, insieme, allo scopo di combattere l'unica guerra che conta. E, dite quello che volete, è bello vedere vedere Jorah e Jon discutere di Ned Stark, dal punto di vista del figlio e di colui che Ned voleva giustiziare; Gendry che si riappacifica con la brotherhood a cui tanto si voleva aggregare e che invece l'ha svenduto incontro a una morte certa; Davos e Tyrion che discutono, in maniera quasi amichevole, della battaglia di Blackwater che tanto è costata a entrambi.

Poi vabbè si potevano risparmiare lo zombie polar bear, ma a quanto pare lo D&D lo volevano da 4 stagione e in questa, più corta e con un badget stellare suppongo, si sono impuntati e l'hanno ottenuto. Un contentino ai produttori e una strizzata d'occhio a tutti i fan hard core che sanno tutto di Sheila the bear.

La cosa che più in assoluto mi sta disturbando in questi ultimi episodi è che, con la tecnologia a disposizione a Westeros, che fa volare i raven più veloci delle email, ma a nessuno passa per il capo di mandarne uno a Winterfell a avvertire Sansa e compagnia?