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Wednesday, 13 September 2017

Il post-GoT e i vari fix

18 mesi all'inizio della stagione finale. 18 mesi non passano mai. E uno ha le proprie addiction da placare.
E, dopo un po', anche i montaggi su YouTube di Jon e Daenarys, i commentari di previsioni della stagione 8 e la pubblicita' di Dolce&Gabbana vengono a noia.
Allora uno si trova delle serie-metadone e se le spara per gola nel binge watch di ultima generazione.

Io mi sono sparata a tempo record: Defenders e Medici: Masters of Florence.

DEFENDERS
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Un porcaietto che si colloca fra quel porcaio assoluto che era Iron First e quella cosa tutto sommato decisamente guardabile, seppur troppo imbevuta di black power, che era Luke Cage. Si parte con il rimettersi in pari sulla situazione dei 4 dell'oca selvaggia: Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Danny Rand (aka Iron First), che poi si incontrano, si scrutano, si conoscono e combattono insieme per sconfiggere il BigBad che e' la Hand. Forse proprio nella Hand sta il problema: Daredevil S2 aveva introdotto l'organizzazione in maniera vaga, tanto per creare suspence e mistero. Il cuore della narrazione sulla Hand sarebbe dovuto spettare a Iron First, che pero' era un troiaio completo, e non solo a causa di Finn Jones, ma anche perche' lo script faceva cacare. Fatto sta che sulla Hand non si e' capito un cazzo, se non che sono cattivoni-ninja che hanno in mano tutte le cattivere di New York (e del mondo intero), a partire dallo spaccio di droga in su. Poi si lascia intendere che hanno trovato il modo di sconfiggere la morte (con una pozione contenuta nelle ossa di drago - ?! - e le illeciti donazioni di sangue di ragazzini ospedalizzati) e che hanno riportato in vita Elektra, per fare che, esattamente non si e' capito. Pero' per farla resuscitare hanno finito la pozione e ora gliene serve dell'altra, che forse e' dietro a una porta, che forse puo' aprire solo l'Iron First, che quindi devono sequestrare? vi suona una cagata? beh lo e'. Poi vabbe', il Daredevil di Cox resta uno dei migliori supereroi Marvel sullo schermo al momento e Jessica Jones ha carattere, anche se senza una controparte alla sua altezza, come era Kilgrave, restano solo i calcioni e il sarcasmo. Comunque te lo spari volentieri, Defenders, una puntata dopo l'altra, magari mentre cucini o leggi la posta.

MEDICI - MASTERS OF FLORENCE
Image result for mediciGame of Thrones di noiattri. Il fix perfetto. PERFETTO.
a) perche' c'e' Richard Madden, ex-Robb Stark, adesso Cosimo de' Medici detto Cosimo il Vecchio.
b) perche' gli intrighi di corte in versione fiorentina sono quanto di meglio che una fiorentina di adozione espatriata possa desiderare.
c) perche' Robb Stark ha imparato il gioco dei troni e non si fa infinocchiare piu', soprattuto da Walder Frey, che per sorte o no, e' di nuovo il suo futuro suocero, nei panni di Alessandro de' Bardi - ovvio che penso che non sia stato affatto casuale, quel cast.
d) perche' ci sono donne rinascimentali coi controcazzi, fiorentine dentro, che giocano al gioco dei troni con una grazia che Cersei spiccia a loro tutte casa. Mi riferisco a Contessina de' Medici, nee de' Bardi, ovviamente, ma non solo. Anche Lucrezia Tornabuoni fa il suo, cosi' come tutte le moglie di questi signori della Repubblica di Firenze, che senza una donna coi controcazzi a casa a mandare avanti la baracca sarebbe stati allo sbaraglio chissa' dove.
e) perche' c'e' Donatello che fa il Davide e Brunelleschi che fa la cupola, Richard Madden coi capelli lunghi che gioca al calcio storico, Andrea de' Pazzi che fa Littlefinger e Firenze che fa da teatro. E mi frega cazzo delle - tante - inaccuratezze storiche.
f) perche' m'e' presa una grandissima nostalgia di casa e mi chiedo perche' devo essere negli USA sotto l'uragano, mentre Richard Madden si aggira per le strade di casa mia e Kit Harington per le strade di Napoli. Poi ripenso che vivevamo tutti e tre contemporaneamente a Londra e sulla Tube non ci siamo mai incontrati quindi, forse, non e' destino. Maledizione.

Monday, 3 April 2017

The Young Pope


The Young Pope.png

Sorrentino fin dal primo fotogramma. Inquadrature storte, effetti speciali di scomposizione dell'immagine, immagini rotanti. Dialoghi lenti. Primi piani. Ingrandimenti degli occhi. 
Se uno ama Sorrentino, gli bastera' quello. Se uno odia Sorrentino, si sfavera' fin dai titoli di inizio del primo episodio. Se uno, come me, e' intrigato da Sorrentino, ma lo trova insostenibilmente pretenzioso e autocelebrativo, volera' sulla prima stagione di "The Young Pope" a fasi alterne di autentico piacere e occhi alzati al cielo in moti di fastidio.
Ah poi c'e' la storia.
La storia e' graziosa.
Per apprezzarla al pieno credo uno debba essere italiano. Se sei italiano che vive (o ha vissuto) in America ancora meglio, perche' riesci a apprezzare a pieno le sfumatore delle due culture e, a tratti, la loro inconcilibilita'. La narrativa e' interessante, anche se  forse un po' scontata. Pio XIII (Lenny Belardo, Jude Law) parte cosi' alla grande come il big bad che era assolutamente ovvio che sarebbe stato sviluppato nella direzione di una potenziale redenzione. Anche la back story un po' scontata: Lenny e' cosi' altisonantemente conservatore perche' e' stato abbandonato dai genitori hippie. Diciamo che non e' la narrativa il motivo per cui vale la pena di guardare lo show, ma sono i dettagli e il personaggi secondari a partire da un magnifico Silvio Orlando nei panni del Cardinal Voiello, con tanto di accento terribile e maglia del Napoli. Ho apprezzato anche come sono state rese italianate cliche', tipo il caso del ciarlatano Tonino Pettola, gli inciuci di palazzo e le feste della Roma di altoborgo, che tanto ricordano "La Grande Bellezza".
Trovo che non valga la pena di una seconda stagione, almeno che non ci siano in palio ideone della madonna. Non era nato per avere un prosieguo e si percepisce abbastanza bene dal cliffhanger posticcio. Spero che non ci si riduca alla totale redenzione di Pio XIII, post incontro con i genitori, ma suppongo Sorrentino sia un tipo troppo in gamba per indulgere a tale faciloneria, anche nell'ottica di lavorare per una emittente statunitense e non di andare a Cannes e di vincere un altro Oscar.

Saturday, 30 January 2016

Daredevil

@@@ Spoilers on @@@
By F&F


Matt: I'm not seeking penance for what I've done, Father. I'm asking forgiveness…for what I'm about to do.


DD: Solido, fra le strade di Hell's Kitchen. La storia è piuttosto semplice: Kinpin vuole gentrificare Hell's Kitchen sfruttando la distruzione portata dalla battaglia di New York ('the incident'), Matt&Co vogliono minimizzare l'impatto sui meno abbienti usando la legge di giorno e le botte da orbi di notte. All’interno di questo plot si inserisce la crescita di Matt/Daredevil come uomo, come avvocato e soprattutto come Daredevil. Si perché piano piano germoglia e cresce quella che sarà la sua dimensione (e vocazione) di giustiziere mascherato, così come si delinea la sottilissima linea di confine fra giustiziere ed assassino, che lo porterà a diventate il diavolo senza paura di Hell's Kitchen.
C’è molto della mini serie di Miller Daredevil: The Man Without Fear , a partire dal costume nero che Matt indossa per tutta la serie.
Non c'è molto da dire se non che è fatto bene assai, non spreca una battuta e non ha un momento in cui la trama dia la sensazione di essere sfilacciata. Non si risparmia il sangue nemmeno qua, tante volte qualcuno fosse troppo sensibile, ed è spesso il sangue di Matt che ne busca comunque a destra e a sinistra. In questo ricordiamo il DD di Ann Nocenti e Romita Jr, che ci mostra un DD umano nel corpo molto spesso sanguinate e ferito ai limiti della sopportazione.


DeKnight, lo showrunner, ci risparmia tutta una serie di stereotipi che cominciano a pienarci un po' le palle e ci presenta Matt Murdock di personalità travagliata quanto basta, ma non disfattista e solitario. Il DD televisivo prende ispirazione a piene mani (giustamente) dal Daredevil dei migliori autori Marvel. C’è tantissimo Miller ovviamente, Devil si deve muovere fra cosa è giusto e cosa è sbagliato, in una città che di giustizia sembra esserne rimasta ben poca. Il Devil milleriano e quello Netflix hanno in comune il lato umano di Matt, il riflettere continuo su giustizia, su bene e male (ricordiamo lo stupendo Daredevil  “Roulette”, dove Devil gioca alla roulette russa con il suo acerrimo nemico, paralizzato in un letto di ospedale, riflettendo sulla moralità e sul conflitto del bene e del male), sul rapporto con le persone care e la solitudine che la sua missione comporta. 
E dopo Miller chi se non il DD di Ann Nocenti può aver dato ispirazione? Più che nelle storie, nella caratterizzazione di Matt, dove DD rappresenta la necessità di prendersi i rischi nella vita e di uscire dalla cosiddetta “comfort zone”


Ci sono poi i comprimari, che girano intorno a DD:


Foggy Nelson qualcosa di più di semplice spalla comica, si rivela piano una figura fondamentale per Matt: puro compagno di vita e di legge, è il molo a cui lanciare l’ormeggio per non perdersi nel mare della "violenza chiama violenza" ed oltrepassare il famoso confine già citato.


Un grandissimo Kinpin - probabilmente grazie all'altrettanto grande Vincent D'Onofrio (quanto strada il nostro “Palla di Lardo” di FMJ) - supercattivo dalla morale solida, con la genuina ambizione di far qualcosa di buono per la sua città. Un uomo solo come Matt…almeno fino all’arrivo di Vanessa, pedina fondamentale in tutta la storia del Fisk a fumetti (e si intuisce anche in quella televisiva)


Ottime anche le donne, a questo giro, Claire Temple, onesta e diretta, che però è destinata a imbattersi nei supereroi più bordeline della Marvel (è anche in Jessica Jones e sarà in Luke Cage), La bellissima e affascinante Vanessa Marianna, che tira fuori il meglio di Kinpin con la grazia e la leggiadria che solo una curatrice di arte può avere e infine Karen Page, svampita e determinata, forse l'unico personaggio così così per adesso. Ma attenzione, perchè Karen nei comics avrà un ruolo determinante per la vita di Murdock (Miller Mazucchelli nello stupendo “Born Again”) e non ci stupiremmo se nel proseguo della serie non cresca anche lei.


Ci sono poi altre figure minori, ma per chi ben conosce il nostro Diavolo, sono essenziale per capire cosa ci possiamo aspettare:

Nobu, che ci intruduce “The Hand” clan di assassini che avranno un ruolo fondamentale nella vita di Matt (“Last Hand” ancora di Miller e Janson)

Leland, per ora solo in affari con Fisk, in attesa di diventare "the Owl” nemico storico di DD? - la morte non e' permanente nel mondo dei comics, si sa.


Ed infine una serie di Easter Eggs, qualche appassionato ne ha contati e indicati circa una trentina: si va dal Melvin Potter aka Il Gladiatore, fino a riferimenti ad Iron Fist (altra serie Netflix futura).


Considerazioni personali.
Francesco: Concludo con una mia considerazione sul perché mi sia appassionato tanto per questa serie. Partiamo dal fatto che il supereroe praticamente invincibile (vedi Superman o simili) non mi ha mai fatto impazzire. Il fatto che i villain abbiano da sempre più fascino dei buoni, è legato alla loro imprevedibilità, alle loro sfaccettature e contraddizioni, e questo Devil è un essere umano e come tale ne ha tutti i difetti e i dubbi. Cade, si rialza, è solo, cerca aiuto, si nega. Prova anche a credere in Dio. Questo suo lato molto umano, in un contesto così noir, così pesante come è Hell's Kitchen me lo ha reso sempre più affascinante. Non a caso nella DC adoro Batman: perché, diciamocelo, fra Batman e Devil, Gotham e Hell's Kitchen, possiamo facilmente cambiare le pedine (guarda caso uno dei crossover marvel/DC è stato proprio fra quei due)

Fede: Se mi permettete la piccola digressione geo-politica: non si capisce perche', a 25 anni dalla fine della guerra fredda, i russi devono sempre sembrare dei coglioni! Tornando allo show, ho solo un grande rammarico: ora tutte le serie TV che mi guardo hanno questo come termine di paragone e sembrano terribilmente fatte male. A parte Agent Carter. Lei regge alla grande.

Sunday, 24 January 2016

Gotham

Questo blog si sta evolvendo. Da oggi ha un collaboratore esterno, Francesco Dì, che mi aiuterà a  commentate film e serie TV. Il livello rimarrà invariabilmente molto basso e parleremo sopratutto di supereroi e cazzate.
Ma bando alle ciance:


low spoiler review
by FRANCESCO DÌ

Come dichiarato ecco cosa penso di Gotham Prima serie.
Punto primo: da vedere in lingua originale (le serie su Netflix in italiano non si possono sentire..no davvero). Globalmente sono rimasto contento, e l'ho vista volentieri.
Il concept della serie è azzeccato: la genesi dei cattivi storici e dei personaggi che conosciamo nel mondo di Batman, prima che il pipistrello mettesse le ali..
Dalla morte dei Wayne, puntata dopo puntata vengono delineati i vari personaggi e mostrato cosa gli ha portati ad essere quello che sappiamo. La genesi di molti di loro è diversa da quella che classicamente viene mostrata nei fumetti, e anche questo è stato un elemento che ha reso la serie interessante. I villain sono davvero ben caratterizzati, con attori azzeccati e anche la crescita di Bruce è ben costruita, anche se rimane in sottofondo ed è molto più indietro. Divertente cercare di volta in volta gli Easter eggs.
Lo scenario Gotham è dei più cupi e corrotti, ben realizzato, ricorda molto il secondo Batman di Burton.

La pecca grossa della serie però sono i cosiddetti buoni: il commissario Gordon. Jim Gordon è invincibile manco fosse lui Batman..anzi meglio! È una specie di Jason Bourne, a mani nude o con la pistola (e personalmente l'attore non mi piace né in recitazione né con quel naso a patata). Puntata dopo puntata il "marine" Gordon si amalgama con la corrotta Gotham accettandone alcuni compromessi..ma davvero è imbarazzante la sua risoluzione di tutti gli scontri diretti. Il suo partner, tale Harvey Bullock, prometterebbe bene come personaggio ma viene solo abbozzato e spesso si muove in maniera contraddittoria..il classico burbero un po' corrotto ma in fondo buono (stereotipo).
No non ci siamo mi dispiace.
La genesi dei personaggi fa da sottofondo alla soluzione dei casi da parte di Gordon, di puntata in puntata un po' come i telefilm degli anni '80, e personalmente nel proseguo delle puntate questo mi ha stancato un po'. Preferisco le serie impostate come un film completo, sezionato in puntate (vedi Narcos, DD o JJ).
Sono curioso comunque di vedere la seconda serie, spero che la prima abbia gettato le basi, in fin de conti Breaking Bad decolla in maniera vorticosa dalla terza serie, quindi diamoli tempo.
Piccolo SPOILER:
Moooolto interessante il ruolo e la trasformazione del personaggio Barbara Keane, alterativo al suo classico ruolo...promette grandi cose.

Friday, 29 May 2015

The Flash - Season 1

My name is Barry Allen and I'm the fastest man alive.


Grande - prima - stagione.
I produttori che hanno  assassinato Arrow, sono stati capaci di creare una prima stagione di The Flash coi controfiocchi. E come? Beh, adottando con Flash l'approccio opposto di Arrow: personaggi caratterizzati, attori capaci di espressioni facciali multiple, atmosfera leggere e ironica. Lo dice anche Oliver Queen, che 'Central city is always sunny and bad guys have cute nicknames'. Ok, lo dice con una punta di sarcasmo, ma di fatto Barry Allen (Gustin Grant) rocks, Harrison Wells (Tom Cavanagh) avrebbe potuto tranquillamente reggere lo show da solo, Cisco e Caitlin (Carlos Valdes e Danielle Panabaker) hanno fatto egregiamente il loro lavoro di spalle e Joe e Eric (Jesse L. Martin e John W. Shipp) il loro lavoro di babbi. I rough non sono sempre stati eccelsi, ma in generale fighi - Captain Cold e Heat Wave verranno meglio sviluppati in Legends of Tomorrow; i buoni sono sempre stati adeguati e non troppo melensi - Firestorm anche lui comparirà in Legends of Tomorrow.
So che alcuni hanno criticato lo schema di 'freak of the week' - cattivo di turno sconfitto e dimenticato - ma a me non ha dato particolarmente noia, sopratutto alla luce di una grande grandissima metastoria che ha fatto da filo conduttore - Reverse Flash.
Flash è ben lontano dall'EroeCheHaCapitoTutto, fa errori, crea casino, in un caso cambia anche la linea del tempo, tutto in buona fede, e questo lo rende un eroe molto umano. Non vive quello che fa a Central City come una crociata, con tutto la pesantezza e il grigiume che solo la parola si porta addosso, ma come un dovere che deriva dal suo nuovo superpotere. Del resto from a big power comes a big responsibility, come ci insegna Spiderman.
Unico neo, Iris West (Candice Patton), personaggio decisamente sottosviluppato, un po' preso e messo li a esistere solo a funzionare come sogno erotico di troppi uomini insieme.
In conclusione, grande - prima - stagione, nonostante alcuni loop un po' fastidiosi, tipo Joe che vuole tenere Iris fuori dai guai, la relazione fra Iris e Eddie, l'atteggiamento di Iris con Linda Park. Praticamente tutto lo screen time che ha avuto Iris West è stato in qualche modo fastidioso, ma per fortuna non ne ha avuto tanto. Invece tutto lo screen time che ha avuto Harrison Wells è stato superbo e sono estasiata dall'aver appreso che ci sarà anche nella prossima stagione nonostante l'ultima puntata. Ups, spoilers on. (cit. Phil Coulson - Agents of SHIELD).



Friday, 26 September 2014

Agents of S.H.I.E.L.D - season 1


Da brava bimba l'ho finito di guardare e direi che non me ne sono pentita.
Devo dire che ho dovuto farmi un po' di background, sparandomi: Iron man, Iron man 2, Thor, The Avengers, Iron Man 3 e Thor 2, non necessariamente nell'ordine giusto, ma decisamente in tempo record. Ora mi manca solo Captain America 1 e 2 e poi ho il quadro completo della situazione.
Devo anche dire che il fatto che fosse scritto da Joss Whedon mi ha fatto tenere duro e andare oltre le prime, non entusiasmanti, puntate.
Posso con certezza affermare che Joss Whedon è il principale responsabile della mia serie TV-dipendenza e dell'inesorabile declino della mio gusto cinematografico.
In Agents of S.H.I.E.L.D c'è tutto quello che ci deve essere: un po' di suspense, i supereroi, le figure femminili di calibro, i colpi di scena, i vari ribaltamenti di frittate, una trama che, anche se non nuovissima, si lascia guardare volentieri e soprattutto ci sono le battute, quelle stesse che hanno consacrato Buffy: the vampire slayer a cult. Potrei quasi attentare dei parallelismi, tipo Buffy/Skye, Simmons/Willow, Fritz/Sanders, Caulson/Giles e, perché no, Ward/Spike... ma per questo bisogna continuare a guardare. E si guarderà, tanto è iniziata l'altro ieri la seconda stagione!

Monday, 22 September 2014

Agents of S.H.I.E.L.D

Meh so far. Ma tre episodi non fanno primavera. Vediamo come butta la prima stagione.


Sunday, 24 August 2014

ARROW - Stagione 1 e 2


Niente! Non c'è assolutamente niente di nuovo! Ma di cosa stiamo parlando? Di Batman vestito da Robin Hood che ha fatto allenamento nell'isola di Lost?
Questa è la sintesi dei miei pensieri dopo la visione delle prime puntate.
Ma io sono tipa che tiene duro e ho continuato a guardare e guardare, accompagnata dal solito senso di colpa di quando butto via le ore della mia vita.
E in fin dei conti ho fatto bene e ora vi spiego perché.

Quando si guarda uno show tratto da un fumetto si deve sempre tenere in considerazione che appunto la materia prima è un fumetto. Se il fumetto è poi americano (questo è DC Comics) c'è tutta una serie di questioni che vanno ingoiate senza gridare allo scandalo o all'insulto alla pubblica intelligenza e passerò qui di seguito a elencarle.
  • Ci sono i buoni e ci sono i cattivi. Abbastanza difficilmente ci sono le mezze misure o i personaggi grigi o lo Yin and Yang. Al massimo, qualche mezzo cattivo si redime e diventa buono e qualche buono diventa cattivissimo.
  • I supereroi di sicuro vincono. Rilassiamoci tutti perchè per quanto la situazione sia disastrosa, il supereroe in minoranza e con un piede nella fossa, vincerà. No suspense, no surprise. 
  • I morti difficilmente stanno morti specialmente se sono personaggi di un certo rilievo. Il mondo dei comics batte gesù cristo in quanto a resurrezioni e di nuovo non è il caso di gridare allo scandalo. Se volete che i morti stiano morti, anche se sono i protagonisti, beh... guardate Game of Thrones.
  • Accettiamo una volta per tutti che sì, nell'universo dei comics, basta una maschera per far si che una persona sia irriconoscibile.
Una volta venuti a patti con questi quattro semplici punti, ci si può svaccare sul divano e godersi uno show come Arrow. Se fossi stata una fan della DC Comics me lo sarei goduta anche di più perché ci sono decine e decine di richiami a l'uno o l'altro fumetto o personaggio, intersezioni di cattivi, citazioni da tutto il DC Comic-verse che ovviamente mi sono sfuggite. Ad esempio quando e' comparso Barry Allen (Flash, ndr), avrei gioito molto di più e avrei saputo apprezzarne l'introduzione. Invece, da completa ignorante, mi è apparso solo come un tipo simpatico e un po' sbadato, che di sicuro faceva bella coppia con Felicity.
Prima di iniziare a guardare lo show non sapevo nemmeno che Green Arrow esistesse come personaggio di comics, adesso mi sto facendo un minimo di cultura e ho iniziato a apprezzare varie cose che prima passavano assolutamente inosservate. Ho anche letto qualche fumetto, anche se non mi sta facendo impazzire.

Commenti in ordine sparso e in libertà:
La stagione 2 è molto migliore della stagione 1. Il filo conduttore di S1 è troppo banale anche se si è venuti a patti con i 4 punti di cui sopra, mentre nella seconda stagione ci sono vari plot che si intrecciano e presente a Starling City e passato nell'isola si intersecano in maniera divertente e non così ovvia.
Sara Lance (Black Canary) non si regge e anche sua sorella non scherza.
Slade è uno dei migliori super-cattivi in cui mi sia imbattuta finora. Mi piace quasi quanto Magneto, anche se le sue motivazioni per essere diventato supercattivo sono, come al solito, un po' debolucce (come quelle di Magneto).
Felicity e Dig, spalle per antonomasia di Oliver/Arrow, sono ben pensati e ben disegnati. Dig è stato creato per lo show, forse semplicemente per dar voce ai pensieri di Oliver e/o per agire da autocoscienza. Felicity è il personaggio femminile più sensato, simpatico e intelligente apparso fin ora, di sicuro quello con le quotes migliori.
L'idea della Suicide Squad è figa.
L'idea dell'Undertaking molto meno.

Thursday, 14 August 2014

Trovata

E' esattamente questa la minchiata che mi serviva. Say tuned!